lunedì, ottobre 16, 2006

a Federico Spantigati

Tributo a F. Spantigati.

Intervento al World PR Festival – venerdì 20 giugno 2003 che rimane di grandissima attualità.
------------------------------------------------------------------------------------------------
Il gatto di James Grunig acchiappa i topi. Il gatto delle RP in Italia dà formaggio ai topi.

Il merito della Ferpi per questo Festival non è solo organizzativo, per la realizzazione di un incontro internazionale di RP di alto livello. E’, più importante, culturale: mettere in luce la differenza fra le RP negli Stati Uniti e le RP in Italia, e presentare questa differenza alle RP di tutto il globo perchè scelgano tra i due modelli.

I due modelli sono opposti. Il gatto di James Grunig non importa che sia bianco o nero, basta che acchiappi i topi. Ovvero, non importa quale sostanza di obiettivi venga costruita dalle RP con la relazione, basta convincere i pubblici ad accettare le conseguenze degli obiettivi dell’organizzazione. L’etica dell’organizzazione, impersonata nelle RP, è ascoltare, dialogare, spiegare le conseguenze delle potenziali decisioni, convincere dell’intento persuasivo della relazione.

Con questa concezione, le RP sono uno strumento di comunicazione subordinato agli obiettivi dell’organizzazione. E’ opportuno, anzi necessario, che l’organizzazione si dia regole etiche per convincere i topi a farsi acchiappare. Ovvero, per convincere i pubblici ad accettare le decisioni dell’organizzazione, prese secondo i suoi specifici interessi. Le RP servono in questo modello per fare accettare le conseguenze delle decisioni. Sono un’attività persuasiva, retorica, non attengono al cuore dei processi decisionali. Appunto, sono il gatto che il management utilizza per facilitare i propri obiettivi.

Il modello italiano di RP è che le RP sono relazione di comunicazione che attiene non alla persuasione, ma alla definizione degli obiettivi. Non sono costruite secondo le conseguenze delle potenziali decisioni, ma secondo le scelte di decisione. L’etica dell’organizzazione non è in regole formali, ma in modificazioni dell’organizzazione per includere nelle decisioni , oltre agli obiettivi di essa, gli obiettivi dei suoi pubblici.

Il processo comunicativo delle RP in Italia consiste nel rilevare indicazioni delle esigenze dei pubblici per modificare i processi decisionali dell’organizzazione. Sono le RP che attengono al processo decisionale sostanziale, non al processo comunicativo di trasmissione delle informazioni. Ha molta importanza, dunque, se il gatto è bianco o nero, ovvero se l’etica formale serve a fare accettare la persuasione o serve a dare soddisfazione alle esigenze dei pubblici. Con il gatto bianco il punto di partenza nel processo di comunicazione è la potenziale decisione dell’organizzazione, con il gatto nero il punto di partenza è il formaggio che i topi cercano, ovvero gli obiettivi che i pubblici chiedono di soddisfare nella decisione dell’organizzazione. Non si tratta di conseguenze di decisioni, ma di contenuto da dare alle decisioni.

Perché questa differenza fra le RP in Italia e le RP negli Stati Uniti, e di conseguenza fra l’etica della comunicazione negli Stati Uniti e in Italia? Perché negli Stati Uniti si cerca un’etica buona per tutti, in Italia l’etica è sempre soggettiva. Ovvero in Italia non c’è un’etica dell’organizzazione, c’è un’etica specifica secondo gli atteggiamenti di persone e gruppi o opinioni collettive. Un autore americano anni addietro definì la situazione etica in Italia “familiarismo amorale”. Appunto: l’etica dipende dai legami e dalle situazioni, non ci sono regole oggettive.

Quali i motivi della situazione etica in Italia? Sono tre: storico, sociologico, culturale.

Il motivo storico è Machiavelli. Scrive nel Principe: “o si vuole raggiungere l’obiettivo, oppure ci si dispone ad accettare di essere sconfitti. Per raggiungere l’obiettivo bisogna essere mezza volpe e mezzo leone, cioè usare insieme l’astuzia e la forza. Sia l’una che l’altra non hanno regole, ma dipendono dalle situazioni”. Ciò serve a dare indicazioni a chi prenderà decisioni, ma più in generale è la base della cultura in Italia.
Come scrive Foscolo: Machiavelli “temprando lo scettro ai reggitori/gli allor ne sfronda ad alle genti mostra/di che lacrime grandi e di che sangue”.

Il motivo sociologico è il pluralismo. Le RP in Italia sono RP in una società pluralista. Poiché la globalizzazione, oltre alla unificazione di mercati e cultura, genera il problema delle identità, la condizione del pluralismo è oggi presente in tutto il globo. Non è da prevedere che scompaia. Per questo è importante nel presente Festival presentare alle RP di tutto il globo il modello italiano.

Il motivo culturale è il filone culturale che ha percorso tutto il Novecento, basato sulla fenomenologia che culmina nell’ascolto dell’Altro, come fondamentale valore etico. I nomi significativi sono Husserl, Heidegger, Levinas. L’eccomi! di Levinas è l’ascolto dell’Altro non per persuaderlo in un dialogo ad accettare gli obiettivi dell’organizzazione, ma per immedesimarsi in lui e farsi lui.

Conclusione. Le RP in Italia non sono dialogo per persuadere, ma elaborazione per sottrarre nelle decisioni dell’organizzazione vantaggi per farli avere, invece, ai pubblici. Appunto: date formaggio ai topi, anziché acchiapparli. Accettare e soddisfare i loro desideri anziché quelli dell’organizzazione. Ciò non si ottiene con regole formali ma con comportamenti sostanziali, non riguarda l’etica dell’organizzazione ma quella personale degli operatori.

Nessun commento: