giovedì, dicembre 31, 2009

Intervista ad Antonio Monizzi Team Leader di Connecting-

Francesco Maria de Feo, marketer salernitano intervista Antonio Monizzi Team Leader di “Connecting-Managers®” durante una pausa caffè.

D: “Qual è oggi la ragion d´essere di un uomo che si occupa di marketing? A cosa deve dare risposta?”
R: “Beh come domanda iniziale non è proprio male…. Quando si dice rompere il ghiaccio… Credo però che per rispondere alla tua domanda valga la pena riflettere per qualche istante su cosa sia oggi il marketing. Trovo affascinante quanto detto in proposito da Leavitt "Il marketing è diverso dalla vendita come la chimica dall’alchimia, l’astronomia dall’astrologia, gli scacchi dalla dama". Ma al di la delle definizioni canoniche, io penso che la sostanza del Marketing stia oggi come ieri nella necessità delle aziende, delle organizzazioni, dei professionisti di affermare il proprio carattere differenziale, in sostanza la risposta alla domanda “perche io?”, ovvero perché i miei stakeholders o ‘pubblici di riferimento’, dovrebbero scegliere me, premiare la mia offerta. Potremmo dirla con un motto che ho sentito una volta citato anche da te che emerge la necessità di “distinguersi per non estinguersi”.
D: “Nella crisi che attraversiamo quali sono le priorità di cui un´azienda deve tener conto?”
R: Trovare la propria ragion d’essere dovrebbe essere il cruccio essenziale di chiunque si trovi ad agire in un contesto fortemente competitivo, tanto più in un momento di crisi, dove l’offerta sembra sopravanzare di gran lunga la domanda. Per realizzare questo intento è necessario riflettere a fondo e con dovizia di particolari sul processo di missione-visione-obiettivi che sta al centro dell’elaborato strategico di un piano di marketing. Nella definizione di questa triade però non si può prescindere dall’esistenza di un prodotto e/o servizio che sia frutto di competenza, coerenza e costanza…. Insomma il modello che io ho battezzato come il modello del manager co.co.co, che evidenzia la mancanza di certezze incrollabili che è caratteristica della nostra epoca della nostra società.
D: “Cosa si intende per rapporto "maieutico" nella ricezione dei segnali dell´ambiente in cui il marketer vive ed opera?”
R: “Curiosità, vivacità e voracità intellettuale, passione per l’altro e per gli altri, buona predisposizione nei confronti del virtuale, apertura mentale, tanta tanta creatività e una discreta dose di olio di gomito…. questi sono alcuni requisiti salienti per tratteggiare il ritratto del marketer contemporaneo, non un tuttologo, si badi bene, ma uno specialista che si rende conto di agire sempre di più in un contesto…. Che sarebbe meglio definire un iper contesto. In comunicazione si dice che chi domanda-comanda, ma anche, e di questo si parla meno, chi ascolta- guida, in questo piccolo assioma mi pare ci sia una risposta sensata alla tua domanda”.
D: “Che direzione sta prendendo il marketing? Si sta evolvendo? Se si in quale direzione?”
R: “Panta rei… tutto scorre…. Ovvero non ci si bagna mai nello stesso fiume. Tutto cambia pare essere l’unica certezza in un mondo senza più paradigmi di riferimento stabili e ripetitivi. Anche il marketing si deve interfacciare con questo stato delle cose, stiamo andando sempre più spediti verso un rapporto paritario tra aziende e consumatori; parafrasando Fabris si può parlare oggi di consumATTORE, ma anche di consumAUTORE….in sostanza il consumatoRE che guida il rapporto tra sè e l’azienda. La funzione del marketer, ed attraverso di lui del marketing, è quella di sviluppare il senso dell’ascolto… appunto maieutico, ma anche di affinare il proprio spirito creativo con un approccio volto ad un problem solving innovativo, focalizzandosi sempre di più sul bisogno e non sul prodotto. Bisogna imparare a “ PENSARE DA CLIENTE… AGIRE DA PROFESSIONISTA ”.

venerdì, ottobre 16, 2009

Zoryana Kyrylyuk Miss Solidarietà arriva nel Vallo di Diano



Zoryana Kyrylyuk Miss Solidarietà arriva nel Vallo di Diano

Il Vallo di Diano sembra proprio piacere alle bellezze d’oltre Alpi. Dopo la giapponese Emi Yotato anche Zoryana Kyrylyuk Miss Solidarietà e Ambasciatrice della Cultura 2009, approda nella nostra bella terra.
Zoryana sarà presente all’Evento “Week End di Corsa.. ma non solo” organizzato dal Gruppo Casale in occasione del porte aperte.
Si ripropone il binomio motori-bellezza che darà il via al nuovo progetto “il Circolo Virtuoso della Qualità” che avrà come scopo quello di diffondere la cultura aziendale, manageriale e la formazione sul nostro territorio, sensibilizzando aziende ed Istituzioni locali, il tutto con il prezioso contributo della Nazionale Italiana Marketing. Saranno organizzate, a tale fine, tavole rotonde ed incontri per favorire la conoscenza del progetto stesso.
Sabato 18 e Domenica 19 ottobre dalla ore 8.30, venite a scoprire tutte le novità della nuova gamma OPEL.
Ci si siede in auto ed inizia un’esperienza indimenticabile. Accomodarsi nella vettura non costa nulla, avrete come compagni di viaggio il nostro personale qualificato e Zoryana Kyrylyuk.
Chi viene inizierà una giornata diversa di gioia, confort e convenienza.
Vi aspettiamo a Sala Consilina, Sapri e Lauria per partire alle grande.

Francesco Maria de Feo
Brand Awareness Gruppo Casale

giovedì, agosto 06, 2009

Incomincio da 3, la Nazionale Italiana Marketing si fa in tre


LA NAZIONALE ITALIANA MARKETING VA IN VACANZA, MA SOLO ESTIVA, TORNEREMO CON IDEE PIU' CHIARE E VOLONTA' DI RIPRENDERE IL CAMMINO INIZIALE CON I PRINCIPI ORIGINARI ED ORIGINALI.

Il mondo dei social network è sotto attacco

Il problema è in auge da pochi minuti ma già la situazione emerge in tutta la sua gravità. Le
segnalazioni si moltiplicano, le prime conferme arrivano e la situazione va lentamente
migliorando. Twitter, Facebook e FriendFeed hanno improvvisamente rallentato le proprie attività
ed una moltitudine di messaggi di errore ha impedito in taluni casi la visita del sito stesso, mentre
in altri casi ha soltanto limitato l'interazione con il servizio.
La contestualità dei problemi ha immediatamente lasciato ipotizzare che vi fosse qualcosa di
grave a monte del problema e la conferma è giunta a breve dal blog di Twitter: «We are defending
against a denial-of-service attack
, and will update status again shortly». Twitter ha dunque confermato quanto si stava ipotizzando:
un esteso DoS
sta mettendo a dura prova i server dei social network e le disfunzioni di queste ore hanno pertanto
un motivo ed una radice comune.
Nessun commento, al momento, dagli altri network sotto attacco. Si segnalano disfunzioni
similari anche su altri siti, quali ad esempio LiveJournal
. Facebook sembra aver retto più di altri il carico improvviso giunto sulle strutture del sito, ma
l'uso del servizio è parso comunque compromesso a lungo (senza problemi, invece, la
consultazione delle pagine).
Spiega la scheda HTML.it sui Denial of Service: «Un attacco di tipo DoS (acronimo di Denial of
Service) è una qualsiasi azione intrapresa fisicamente da un utente, oppure da un software, che
blocca l'hardware o il software del vostro PC. Questo tipo di attacco rende il sistema, o parte di
esso, irraggiungibile, negando quindi, il servizio agli utenti autorizzati. Un attacco di questo tipo
non avviene mai casualmente, l'obiettivo del suo autore è quello di eliminare le vostre risorse dalla
rete, creando un disservizio totale o parziale. [...] Gli attacchi DoS si sono evoluti nel corso del
tempo, da semplici attacchi, condotti da singoli PC, ad attacchi organizzati in modo distribuito (da
qui l'acronimo DDoS), portati da migliaia di computer disseminati per tutta la rete. Con un solo
script di shell è possibile mettere letteralmente in ginocchio le risorse di un'intera organizzazione».
In attesa di dettagli tecnici dai siti colpiti, è in queste righe la motivazione di ciò che sta
succedendo sui maggiori social network della rete: un attacco che coinvolge potenzialmente 400
milioni di persone in tutto il mondo
.

martedì, luglio 28, 2009

SEI GRADI DI CONDIVISIONE E PARTECIPAZIONE


by Jacopo Gonzales
Un a delle cose più stimolanti del web a mio avviso è comprendere la propria audience. Meglio ancora, conoscerla. Un collega mi ha girato un tool di Forrester che aiuta ad avere una proiezione statistica del grado di engagement dei vostri utenti e delle loro net activity. Ho pensato che fosse interessante sottoporvelo, quindi provatelo.
Un collega mi ha girato un tool di Forrester che aiuta ad avere una proiezione statistica del grado di engagement dei vostri utenti e delle loro net activity. Ho pensato che fosse interessante sottoporvelo, quindi provatelo. Qui trovate una spiegazione dettagliata dei 6 profili presenti nel tool.

venerdì, luglio 10, 2009

8 consigli semplici semplici per generare più LEAD 8 consigli semplici semplici per generare più LEAD from Simone Lovati

In un periodo di downturn come quello che ci si profila nei prossimi mesi (anni?) è fondamentale avere tattiche di marketing molto efficaci per generare nuovi clienti.
Il panico porta un pò tutti a cercar di capire come diavolo fare a migliorarsi e dal mio punto di vista le vere aree di miglioramento sono spesso molto diverse da quelle pensate ai piani alti delle aziende...
1. Coinvolgete TUTTI La generazione di nuove LEAD deve essere un gioco di squadra non il lavoro di uno o due manager2. Obiettivi chiari Fissatevi degli obiettivi raggiungibili e chiari per tutta l'azienda
3. Condividete i risultati sia quando sono belli, sia quando sono brutti e sono stimolo di riflessione per migliorare4. NON partite sempre da ZERO E' anni che fate campagne di lead generation e ancora dovete comprarvi la lista di imprese da Cerved?5. Vendete Know-how Oggi i consumatori hanno bisogno di fiducia, devono credere in voi, ancor prima di capire se il vostro prodotto è buono. Vendete prima la vostra competenza poi il prodotto6. Ottimizzate continuamente il processo, non esistono regole eterne per la lead generation, dovete misurarvi sempre e continuare a pensare come migliorarvi7. Puntate sul web come strumento di dialogo con e tra i vostri clienti per massimizzare la trust nei vostri commenti8. Non aspettate domani, fatelo ORA!


Articoli correlati:
Campagne di Lead Generation: gli indicatori più efficaci per monitorare i ritorni
Lead generation in periodi di crisi: 4 trucchi per una strategia ottimale

Ing. Simone LovatiConsulente in marketing strategico, presidente e socio co-fondatore di ADVBOUCLE & P.

venerdì, giugno 19, 2009

Calabria/ Salsiccia, capocollo, soppressata e pancetta prodotti da quattro marchi venivano contraffatti. Blitz in sei regioni del Corpo Forestale

Gli uomini dei Comandi provinciali del Corpo Forestale di Reggio Calabria, Bari, Cosenza, Milano, Napoli, Perugia, Roma, Salerno e Caserta e del Nucleo Agroalimentare e Forestale (N.A.F.) dell’Ispettorato generale, hanno condotto un’operazione al fine di contrastare le contraffazioni di quattro marchi di salumi DOP di altrettanti prodotti tipici della Calabria: salsiccia, capocollo, soppressata e pancetta.
Nell’operazione sono state coinvolte 80 pattuglie del CFS, che in tre giorni hanno verificato le attività di 500 punti vendita in Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Umbria e Lazio. Gli uomini della Forestale, secondo quanto si apprende, hanno trovato ingenti quantitativi di salumi e insaccati calabresi falsificati nei banchi di vendita di molti supermercati o stoccati presso i magazzini di deposito, e hanno sequestrato oltre 50 quintali di prodotti di salumeria su cui erano stati apposti illegalmente marchi tutelati o che comunque evocavano indicazioni geografiche protette non veritiere.
Il Corpo forestale è riuscito a risalire ai produttori dei salumi contraffatti e ha segnalato i responsabili all’Autorità Giudiziaria per utilizzazione di marchio non veritiero e frode in commercio, reati previsti dal codice penale. Ai produttori dei salumi sono state inoltre elevate sanzioni amministrative per diversi illeciti relativi all’etichettatura, alla presentazione e alla pubblicità dei prodotti alimentari per un totale complessivo di oltre 30 mila euro.
«Anche se non sono nocivi per la salute dei cittadini - si legge in una nota del Cfs - questi prodotti ingannano il consumatore perché non garantiscono la qualità che è invece assicurata dai prodotti che seguono un disciplinare preciso, come quello previsto dal Consorzio di Tutela dei Salumi di Calabria D.O.P. Ogni anno si riversano sul mercato migliaia di quintali di prodotti contraffatti che rappresentano un danno enorme per i produttori onesti che rispettano le regole e per tutto il settore agroalimentare. Ecco perché manteniamo alta la guardia, ribadendo la nostra promessa di tolleranza zero contro ogni forma di frode e contraffazione alimentare».

mercoledì, giugno 10, 2009

Nasce il Cultural Gourmet, in Italia si mangia con gli antichi sapori


Ecco la nuova moda, il Cultural Gourmet: "IL PASSO INDIETRO PER ANDARE AVANTI... I CULTURAL GOURMET DALL'ANTICA ROMA AD OGGI".

Scopo di questa iniziativa è fornire corrette indicazioni sulle abitudini alimentari che attingono alla nostra storia e finalizzate all'ottenimento e mantenimento di uno stato di salute e di benessere psicofisico.

I cambiamenti delle abitudini alimentari (eccessi di cibi dolci e raffinati, eccesso di proteine, alcol e grassi, le diete maniacali, e soprattutto lo stress quotidiano) aumentano il nostro fabbisogno di nutrienti ma riducono le nostre capacità di utilizzarli, provocando carenze, malattie degenerative e invecchiamento precoce.

Anche i cibi che compongono una dieta salutare possono essere inadeguati perchè le loro caratteristiche dipendono dal terreno in cui sono coltivati e dalla raccolta non congrua (es.: frutta colta acerba in paesi lontani e messi a maturare nei silos).

Pertanto la ricerca di una corretta alimentazione, di cibi naturali legati alla storia e alle tradizioni del territorio non va considerata una moda, ma una realtà , ed ecco dunque il giusto passo indietro, per andare avanti.

domenica, maggio 31, 2009

Il Business passa dalla Financial Polis, quando il futuro delle imprese ha radici nel passato.


Francesco Maria de Feo, fondatore della Nazionale Italiana Marketing, intervista Fabio Sipolino.
Nasce il primo Focus Network sul modello delle Polis greche che pensa alle imprese, grazie alla brillante idea di Fabio Sipolino.
Da cosa è nata l' idea di Financial Polis?
L' idea è nata da una predisposizione, da una visione e da una voglia di cambiamento: dare al cliente un servizio che gli permetta di risolvere dei problemi tramite il roaming su 300 Partners in Italia. La metafora è semplice do la possibilità a un cliente qualsiasi di entrare virtualmente in una stanza e avere a disposizione un tavolo al quale sono seduti 300 consulenti , che si ispirano alla condivisione che avveniva nella agorà greche, pronti a risolvere il suo problema (Open Table). La teoria che sta alla base di Financial Polis è scritta in un libro di Thomas Malone (referente del MIT) che si intitola "The Future of Work")
Quali sono gli obiettivi di Financial Polis ?
Sviluppare il proprio Network in tutti i Paesi del Mondo (circa 200 Paesi) esportando il proprio Know- How e la propria filosofia Open nell’ambito dei servizi alle imprese.
Cosa è Open Practise?
Open Practise è un gestionale innovativo che rappresenta una evoluzione dell' MLS (Multiple Listing Service) e che riduce a zero il Time to Market.
Che differenza c'è tra Financial Polis e un Social Network ?
Direi che alla base esiste una differenza basilare. Financial Polis è un Focus Network cioè un Network focalizzato a risolvere un problema: i problemi su tutti i servizi della finanza e della consulenza dei nostri clienti, garantendone la soluzione.
Cosa ne pensa della situazione del Web in Italia ?
Dal tempo della New Economy ne è passata tanta di acqua sotto i ponti. Abbiamo assistito allo sviluppo di portal i come Tiscali per l' informazione, Come Vitaminic per la musica e altre iniziative interessanti;
Penso comunque che Financial Polis avrà un' evoluzione diversa perchè parte da un concetto nuovo e rivoluzionario: il Web visto non come infomazione ma come strumento che si impegna a risolvere dei problemi reali (in tale ottica diventa importante l' interazione tra Web e Uomo.
Che relazioni esistono tra l' Intelligenza Colletiva di Thomas Malone e Financial Polis?
Una relazione strettissima direi, perchè Financial Polis ha come obiettivo quello di trarre il meglio tra le varie esperienze e professionalità dei Partner; questo permetterà in breve tempo di creare una struttura per la prima volta nella storia.
http://www.wikio.it/url?id=107985207&url=77119EA-224973

venerdì, febbraio 27, 2009

GUERRILLA MARKETING? A che serve il Guerrilla Marketing???

GUERRILLA MARKETING?

 

Ducati

 

Ho capito che noi non abbiamo clienti.

Tutto ciò che abbiamo sono fan appassionati, i ducatisti!

Se penso ai nostri fan, non riesco a individuare dei segmenti.

Probabilmente l’unica cosa che hanno in comune è Ducati.

Federico Minoli

Presidente e AD di Ducati

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Guerrilla Marketing

A che serve il Guerrilla Marketing???

Considerazioni sul Marketing nell’era del Web 2.0.

Il consumatore è cambiato!!! È autonomo, informato e competente, ha maturato una accurata conoscenza dei prodotti e sa implementare metodi e prassi per una scelta più consapevole, ha innalzato in maniera sostanziale il suo livello di esigenza in relazione alla qualità ed al servizio.

Nella scelta coinvolge tutte le dimensioni tangibili, intangibili ed emozionali.
Il consumatore post-moderno si stupisce sempre più difficilmente, appare piuttosto disilluso, meno ingenuo. È sempre più selettivo e sempre meno subordinato alla marca.

Grazie alla rivoluzione e moltiplicazione dei mezzi e dei canali di comunicazione ha letteralmente capovolto il suo rapporto con il mondo della produzione, e della distribuzione, fino a poter affermare che è nella posizione di guidare la relazione, anche producendo contenuti (blog, forum, community), inizialmente vissuti con fastidio malcelato dagli operatori di business.

Come si evince chiaramente dall’affermazione di Federico Minoli di Ducati (vedi l’iniziale citazione) sfugge ai classici metodi di “classificazione” e “catalogazione” della canonica sequenza di segmentazionetargeting - posizionamento.

Per l’uomo di marketing allora è sempre più difficile interpretare al meglio il suo ruolo professionale nell’era post-moderna, che poggia le sue basi sulla discontinuità e l’effimero.

Si sono affermate in questo panorama quelle che molti studiosi classificano come panacee di marketing. Strategie spesso dettate dalla moda e dall’impulso, il cui risultato è, nel migliore dei casi, quello di risolvere una situazione, un problema immanente ma non di innestare un circolo virtuoso nella pianificazione e gestione del processo di marketing.

Ma non disperiamo!!!

Non tutto è completamente perduto. Nonostante questa situazione di “sabbie mobili”, alcuni spunti di riflessione che derivano dall’osservazione del consumo contemporaneo credo ci siano.

In particolar modo mi riferisco a:

  • Prevalenza degli aspetti “caldi” rispetto a quelli “freddi”
  • Prevalenza dell’”esperienza” del consumo rispetto al processo di acquisto
  • Importanza della dimensione sociale del comportamento del consumatore

Mettendo queste considerazioni al centro dell’elaborato strategico del moderno processo di marketing ne consegue l’esigenza delle aziende di investire sulla creatività, sul pensiero laterale.

Sarà fondamentale orientarsi al problem solving, al ricercare di volta in volta le soluzioni che più si rivelano ad hoc per quel momento, per quella situazione, sapendo che sarà così per un tempo sempre più “istantaneo”.

Tutto questo permetterà l’innestarsi nella cultura aziendale una nuova forma mentis, un nuovo modo di essere e di agire proattivamente sul mercato.

Parliamo di un marketing per tutte le taglie dimensionali che un’azienda può rappresentare, non solo Davide contro Golia quindi, ma anche Golia contro Golia, ecc.

Jay Conrad Levinson ormai più di vent’anni fa affermava:

Tendete un’imboscata, create una trappola, un’azione, una notizia per cui la stampa non si potrà esimere dal trattare per il suo carattere di curiosità, novità. E che si voglia o no, saranno costretti a parlare di voi.

La frase terminava con le seguenti parole:

Benvenuti nella rivoluzione del Guerrilla Marketing“.

Trovo che sia a tutto oggi una prospettiva affascinante, concreta e “possibile”, che si rifà un pò all’”arte di arrangiarsi” tipica della cultura del nostro paese.

Voglio però sottolineare che il rischio di farlo per essere à la page in linea con un fenomeno modaiolo, non legandola ad un impianto coerente e strutturato del piano di marketing, è forte.

A questo punto credo ci sia un aspetto di particolare rilievo su cui centrare l’attenzione. L’importanza dell’etica.

Ma di questo parleremo la prossima volta!!!

 

Antonio Monizzi

lunedì, febbraio 09, 2009

Cellulare, webcam e proiettore e col web i sensi diventano sei

Creato al Mit il prototipo di un dispositivo, costato 300 euro, capace di farci interagire con gli oggetti in modo "totale". Come in "Matrix" la realtà virtuale su superfici reali di VITO D'ERI


Cellulare, webcam e proiettore e col web i sensi diventano sei
Un TELEFONINO, una webcam, un mini proiettore e, soprattutto, una connessione web. In tutto 300 euro di spesa, ovvero quanto hanno speso gli studenti e iricercatori del gruppo "Fluid Interfaces" del MIT Media Lab nel Massachusetts per mettere a punto un dispositivo indossabile in grado di trasformare qualsiasi superficie in uno schermo interattivo. Una sorta di senso per l'uomo. Sì, perché lo scopo di questa combinazione hi-tech è quella di fornire un supporto informativo accessorio a quello sviluppato dai cinque sensi, sfruttando l'immenso bacino di informazioni e conoscenze offerto dal web. 

Ecco come funziona. La fotocamera legge le informazioni di partenza dalla superficie inquadrata; il telefonino, tramite uno speciale software, le elabora con l'ausilio del web, e proietta sempre sulla stessa superficie il risultato delle proprie ricerche. Questo prototipo, frutto di quattro mesi di lavoro, è la versione finale di una soluzione inizialmente basata su un braccialetto in grado di leggere i codici a barre dei prodotti, evolutosi poi in un dispositivo più sofisticato, da indossare a tracolla sopra il petto. 

Grazie a quattro tappi colorati sulle dita di una mano, i gesti effettuati dall'utente vengono riconosciuti dal dispsitivo che li "vede" tramite la webcam e li interpreta come comandi. Ad ogni movimento delle dita, è possibile far corrispondere un diverso comando, e l'effetto finale ricorda molto da vicino quello che, solo in fantascienza, i fratelli Wachowsky avevano immaginato nel loro film culto "Matrix", con la realtà virtuale proiettata su superfici reali. 

In questo video, realizzato dal MIT Media Lab, vengono mostrati una serie di funzioni di questo prototipo. 

Tra tanti c'è, per esempio, la possibilità di "chiedere al telefonino" di scattare una fotografia, semplicemente disegnando un quadrato con le proprie dita intorno all'area interessata; in seguito, utilizzando il proiettore del prototipo sarà possibile riguardare a casa, su un muro o su un foglio bianco, tutte le immagini catturate. 

Ancora. Per conoscere lo stato del proprio volo o avere maggiori informazioni su un prodotto in vendita in un supermercato, basta semplicemente mostrare al dispositivo la carta di imbarco o l'etichetta del oggetto in acquisto, e questi è in grado di ritrovare tramite web, informazioni utili come eventuali ritardi in partenza o l'ecocompatibilità del prodotto esposto. 

Naturalmente sono possibili anche operazioni più semplici come controllare l'ora, leggere le email o digitare un numero di telefono per una chiamata vocale. Ma con il prototipo MIT, va detto, assumono un fascino tutto nuovo, visto che l'orologio o la tastiera, entrambi virtuali, vengono proiettati sul nostro polso o sul palmo della mano, e sempre tramite gesti è possibile scegliere di volta in volta l'applicazione da utilizzare. 

Insomma, massima informazione ed utilità con il minimo sforzo. Sono queste le parole chiave con cui studenti e professori del laboratorio Fluid Interfaces, hanno presentato orgogliosamente il loro prototipo al pubblico, durante il TED (Technology, Entertainment, Design) 2009. 

L'idea di base è quella di voler fornire agli utenti, nuove interfacce che superino le ristrettezze imposte, in termini di superficie, dagli attuali display, muovendosi sempre più verso un maggior sfruttamento degli spazi su "tre dimensioni". Se infatti questo è il momento dei display touchscreen, soprattutto per quel che riguarda i cellulari, il futuro vede nel "riconoscimento gestuale" uno dei più accreditati spazi di sviluppo per prodotti commerciali innovativi. Negli ultimi tre anni grandi aziende come Nokia, Sony Ericsson e Samsung, hanno depositato numerosi brevetti di soluzioni che riconoscono il movimento manuale, e lo tramutano in comandi per il cellulare. 

Al momento la soluzione del MIT risulta molto immatura per diventare un prodotto commerciale ma stupisce per la sua semplicità (specie nei componenti utilizzati). Traccia però una via da seguire. Pur nel suo essere molto artigianale, presenta degli interessanti spunti sotto l'aspetto delle possibili nuove forme di interazione uomo-macchina ed è un chiaro simbolo dell'attuale trend tecnologico. L'unione tra riconoscimento gestuale e connettività web ci dà un anticipo di futuro. Un futuro nel quale il nostro accesso alle informazioni diventerà sempre più "fisico" e per questo anche più coinvolgente ed efficace. 

giovedì, febbraio 05, 2009

Facebook: un mondo senza suicidi!

In gergo la cancellazione di un account Facebook viene chiamata “suicidio”, ed è sempre virtualmente possibile, dico virtualmente perché nella realtà non è proprio così.

Qualche settimana fa, dopo una breve esperienza in Facebook, ho deciso di cancellare il mio account, devo dire che mi sono fatto condizionare abbastanza da un articolo apparso su The Guardian, che potete trovare in italiano QUI.

Pochi minuti dopo la cancellazione mi arriva una email di Facebook con la quale mi confermano il completamento dell’operazione e mi avvertono gentilmente, che in qualsiasi momento posso “resuscitare” inserendo la mia login e password…

Beh la verità è che i miei dati non sono mai stati veramente cancellati, e ciò avviene proprio perché sono quelli che interessano a Facebook e non sono così stupidi da farli sparire in un secondo. E leggendo la loro politica privacy (piuttosto contorta e poco chiara) ti avvertono che: “Anche dopo la rimozione dei contenuti dal sito, questi potrebbero rimanere visibili nella cache o nelle pagine archiviate o se altri utenti hanno salvato o copiato tali contenuti“.

Tradotto significa: puoi suicidarti a ripetizione, ma la tua lista di amici, i tuoi gusti le tue foto, ecc… non spariranno mai!

Ovviamente chi ha qualche nozione in più riguardo la normativa in materia di tutela dei dati personali, storcerà il naso, ma signori miei questo è lo scenario attuale. I dati personali sono moneta liquida per queste aziende e noi inconsapevolmente li regaliamo ogni istante, storditi dalle cazzate che ci propinano.

Io per primo ne ho pagato le conseguenze, anche se avendo letto bene le i termini di utilizzo, mi sono visto bene da inserire alcunché, mi sono limitato esclusivamente ai campi obbligatori…almeno ho contenuto i danni.

da: http://www.leggeramente.it/2009/01/08/facebook-un-mondo-sensa-suicidi/