sabato, dicembre 29, 2007

Strategia Oceano Blu


di Mauro Lupi

Avevo sentito parlare da tempo del clamoroso successo internazionale di “Strategia Oceano Blu”; poi ho avuto modo di ascoltare Renée Mauborgne (coautrice del libro insieme a W. Chan Kim) durante il World Business Forum lo scorso settembre e l'acquisto del libro è stato immediato.

Sono particolarmente attratto dalle analisi di punti di osservazione innovativi riguardo al business ed in genere a tutto quello che gli americani chiamano il pensare “out of the box”. Mi ha sempre aiutato (e non solo professionalmente) forzarmi a guardare le cose partendo da angoli diamentralmente opposti a quelli abituali. A volte si ritorna al punto d'origine, a volte si scoprono idee interessanti e innovative o semplicemente aspetti diversi da quelli canonici.
Ed è questo il principio base che anima il libro: lo stimolo a guardare oltre le normali consuetudini di business.
La maggior parte delle aziende opera in un Oceano Rosso, fatto di competizione diretta con le altre aziende, nel quale le leve competitive utilizzate sono il prezzo, le migliorie sul prodotto, la pubblicità, ecc. Modelli tradizionali sui quali si guerreggia ognuno nel suo mercato. Gli autori hanno invece strutturato una strategia in base alla quale, le aziende possono andare verso un Oceano Blu, creando di fatto un nuovo scenario competitivo.

In pratica, il modello suggerisce di analizzare le “innovazioni di valore” che possano contribuire a posizionare l'azienda su un livello differente rispetto agli altri competitor. Vanno inoltre studiati i confini del mercato attuale, per verificare se è possibile operare in mercati attigui o correlati.
Uno degli esempi citati che meglio rende l'idea, è quello del Cirque du Soleil che ha rivoluzionato il settore dei circhi negli Stati Uniti, un settore peraltro in crisi da tempo.
L'idea vincente è stata quella di togliere quello che creava ostacoli (ad esempio, gli animali) ed inserire elementi nuovi che hanno allargato la sfera di interesse dei clienti andando ad acquisirli anche da altri settori (il teatro in questi caso).
La teoria può sembrare ovvia, ma l'esame dei casi di successo presentati nel libro, testimonia che non sono poi molte le aziende che hanno creato un Oceano Blu. La maggior parte continua ad operare in un Oceano Rosso ove i margini continuano a ridursi e di consueguenza le certezze per un futuro roseo.
Il libro è molto piacevole, lineare nell'analisi di tutte le fasi della costruzione e del mantenimento di un Oceano Blu ed è scritto senza particolari tecnicismi di management. Vivamente consigliato.

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